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EVENTI ANNO 2026
“ GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO” - 26 settembre 2026
LE CARTE E LA MUSICA
L’Archivio di Stato di Avellino prenderà parte alle Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata, per l’Italia, dal Ministero della Cultura.
Nelle due giornate del 26 e 27 settembre 2026 sono previste visite guidate, aperture straordinarie, convegni e tante altre iniziative che avranno luogo nei musei e nei luoghi della cultura pubblici e privati presenti su tutto il territorio nazionale.
L’Archivio di Stato di Avellino, in tale occasione, sarà eccezionalmente aperto al pubblico sabato 26 settembre 2026, dalle ore 9:00 alle ore 13:00. Sarà possibile visitare gli ambienti al piano terra dell’edificio, nonché la mostra documentaria “Lo sviluppo dell’archeologia irpina attraverso le carte dell’Archivio Pescatori”.
Alle ore 12:00, inoltre, il pubblico presente avrà l’opportunità di assistere a un concerto per quartetto a cura degli allievi del Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa” di Avellino, grazie alla proficua collaborazione fra l’Archivio di Stato e il Conservatorio diretto dal Maestro Maria Gabriella Della Sala.
I Maestri Manuel Molinario (oboe), Laura Esposito (violino), Cecilia Di Laura (viola) e Teresa Vallese (violoncello) eseguiranno l’Allegro moderato dal Quartetto per flauto e archi n.1 in re maggiore (versione per oboe e archi) di Domenico Cimarosa, e il Quartetto per oboe e archi in fa maggiore KV 370 (Allegro - Adagio - Rondò. Allegro) di Wolfgang Amadeus Mozart.
Nel corso della mattinata è prevista la visita del sindaco di Avellino, Avv. Nello Pizza.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 24 settembre 2026
Ritornano "I giovedì della lettura"!
La rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura” riprende dopo la pausa estiva con la presentazione del libro “Gaetano Arfè. La resistenza del pensiero”, a cura di Ciro Raia e Massimiliano Amato.
L’appuntamento è per giovedì 24 settembre prossimo alle 16:30, nella sede dell’Archivio, presso il Carcere Borbonico.
Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino, introdurrà l’incontro.
Interverranno:
- Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Bruno Buozzi;
- Caterina Arfè, già funzionaria dell’Archivio Centrale dello Stato;
- Anna Giardino, presidente della sezione ANPI Forino-Contrada;
- Ciro Raia, già dirigente scolastico nei Licei.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 9 luglio 2026
Giovedì 9 luglio prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il secondo volume dell’opera “1860: LA VERITÀ”. Da oltre ‘Mille’ articoli della stampa europea dell’epoca, la cronaca, i retroscena, gli scoop che raccontano altri ‘come e perché’ dell’impresa garibaldina e dell’unità d’Italia”, di Antonio Formicola e Claudio Romano.
La presentazione sarà introdotta da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino. Il ricercatore Roberto de Simone dialogherà con uno degli autori, lo storico Claudio Romano.
L’ingresso è libero.
Antonio Formicola e Claudio Romano sin dal 1977 hanno ininterrottamente condotto ricerche presso archivi e biblioteche pubbliche e private, nonché istituzioni museali in Italia e all’estero.
Sono autori di varie decine di articoli, nonché di alcuni supplementi monografici per la Rivista Marittima. Hanno inoltre realizzato documentari video e saggi di fondamentale importanza sulla storia della Marina borbonica, come “La fabbrica delle navi” (Electa Editore) e “L’industria navale di Ferdinando II di Borbone” (Fiorentino Editore).
Con il secondo volume di “1860. LA VERITÀ”, diviso in due tomi, Formicola e Romano hanno realizzato un vero e proprio atlante storico di 1000 pagine, con 624 illustrazioni, oltre 1000 articoli di giornali d’epoca di mezza Europa e centinaia di documenti ufficiali e lettere personali.
Dalla cronaca politica a quella parlamentare, dagli “inviati di guerra” internazionali agli antesignani dei moderni “Combat Camera”, dai decreti garibaldini alle disposizioni ufficiali del governo piemontese sui prigionieri di guerra napoletani: un’autentica valanga di notizie poco note e di novità sull’impresa dei Mille e l’Unità d’Italia, rese finalmente accessibili a studiosi e appassionati di storia.
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“ INTITOLAZIONE DELLA SALA DI STUDIO DELL'ARCHIVIO DI STATO DI AVELLINO AL GENERALE NICOLA DI GUGLIELMO” - 26 giugno 2026
Venerdì 26 giugno prossimo l’Archivio di Stato di Avellino effettuerà un’apertura straordinaria dalle ore 16:30 alle ore 20:30.
Alle 18:00 si terrà una commemorazione del Generale Nicola Di Guglielmo (Andretta, 1927 - Avellino, 2026), Presidente della Società Storica Irpina e direttore della “Rassegna Storica Irpina”, nonché infaticabile ricercatore delle memorie dell’Irpinia e della sua Andretta. Per l’occasione saranno esposte alcune pubblicazioni del Generale consultabili presso la Biblioteca dell’Archivio di Stato di Avellino.
Interverranno: Lorenzo Terzi, Direttore dell'Archivio di Stato di Avellino; Maria Grazia Cataldi, Vicepresidente della Società Storica Irpina; Fiorentino Alaia, già Direttore dell'Archivio di Stato di Benevento, e Filippo D'Oria, già Docente di Paleografia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
Al termine dell’incontro si terrà la cerimonia di intitolazione al Generale della Sala di studio dell'Archivio di Stato di Avellino.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 25 giugno 2026
Giovedì 25 giugno prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “Processo ai briganti. La ‘legge Pica’ e la giustizia militare nel Mezzogiorno postunitario”, di Mariamichela Landi.
L'ingresso è gratuito.
Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino, dialogherà con l’autrice.
Nel 1863 fu promulgata la legge Pica - una norma programmata per pochi mesi ma destinata a divenire famosa - che si configurava come una misura straordinaria adottata dallo Stato per combattere il brigantaggio e chiudere definitivamente la guerra per il Mezzogiorno. La sua attuazione mobilitò settori politici, militari e civili, coinvolti nella persecuzione e nell’arresto dei briganti e dei loro complici. Inoltre, nelle aree sottoposte a giurisdizione speciale, il giudizio sui reati di brigantaggio fu affidato alla giustizia militare. Presentata inizialmente come un provvedimento d’emergenza, la legge fu prorogata fino alla fine del 1865, sollevando un dibattito politico, giuridico e storico che è proseguito sino a oggi.
Questo volume, spostando l’attenzione dal campo di battaglia alle aule dei tribunali, si sofferma sulla legge Pica e sulle conseguenze della sua applicazione durante il conflitto. Al centro dell’indagine si collocano i tribunali militari e i processi giudiziari, le cui ricostruzioni arricchiscono il racconto di una guerra destinata a segnare la storia dell’Italia contemporanea.
Mariamichela Landi è dottoressa di ricerca (PhD) in Studi Storici e ha svolto attività di ricerca presso l’Università di Teramo e l’Università di Salerno. I suoi studi vertono sulla storia politica e militare dell’Ottocento, con particolare attenzione ai conflitti e all’area del Mezzogiorno d’Italia.
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CONVEGNO FRANCO FERRARA: “la forza occulta dell’arte di dirigere” - 19 giugno 2026
Avellino - Archivio di Stato - Venerdì 19 giugno 2026 - ore 11:00-18:00
L'ingresso è gratuito.
In occasione della “Festa della Musica”, l’Archivio di Stato di Avellino, insieme con il Conservatorio di musica “Domenico Cimarosa”, ha organizzato il convegno Franco Ferrara: “la forza occulta dell’arte di dirigere”, che si terrà venerdì 19 giugno prossimo, dalle ore 11:00 alle ore 18:00.
I lavori si svolgeranno secondo il seguente programma:
Prima Sessione - Ore 11:00
Saluti istituzionali:
Maria Gabriella Della Sala (Direttrice del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino)
Lorenzo Terzi (Direttore dell’Archivio di Stato di Avellino)
Roberto Liso (Compositore, direttore d’orchestra): Franco Ferrara: genio musicale, dolore profondo, riscatto personale. La coerenza dell’uomo
Martine Vaffier (Contrabbassista, direttrice d’orchestra): Franco Ferrara: un amore cosmico
Gian Luigi Zampieri (Direttore d’orchestra, Conservatorio “Francesco Morlacchi” di Perugia): La partitura come laboratorio alchemico nella trasmutazione del segno in suono
Ore 15:00
Concerto degli allievi del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino:
Chiara Tarantino e Arianna Gurrali, violini
Clarissa Costa, viola
Francesco Tei, violoncello
Francesco Paolo Pesante, chitarra
Seconda Sessione - Ore 16:00
Keith Goodman (Compositore, pianista e direttore d’orchestra): Franco Ferrara: il lascito discografico e le registrazioni audio
Alessandra Carlotta Pellegrini (Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino): Il repertorio diretto da Franco Ferrara: prospettive a confronto
Lorenzo Terzi: Vicende archivistiche del fondo “Franco Ferrara”
Il convegno si propone di rendere omaggio alla figura e all’opera di Franco Ferrara (Palermo, 1911 - Firenze, 1985), violinista, pianista, organista e compositore, ma soprattutto direttore d’orchestra. Nel 1937 sostituì Antonio Guarnieri in un concerto alla guida dell’orchestra del Teatro Comunale di Firenze; da quel momento intraprese una carriera di livello internazionale, che lo portò a essere considerato da molti il più grande direttore della sua generazione.
Una malattia nervosa mai del tutto chiarita lo costrinse ad abbandonare il podio nel 1948. Negli anni successivi Ferrara si dedicò dapprima alla composizione e alla direzione di musiche per il cinema, collaborando con i maggiori registi del suo tempo. Quindi si immerse in una intensissima e feconda attività di insegnante, in Italia e all’estero: fra gli innumerevoli suoi allievi si annoverano Gianluigi Gelmetti, Bruno Aprea, Riccardo Chailly, Aldo Ceccato, Gilberto Serembe, Riccardo Muti, Daniel Oren, Zoltan Pesko, Gian Luigi Zampieri, Roberto Liso, Martine Vaffier.
Franco Ferrara morì a Firenze il 7 settembre 1985, pochi giorni dopo aver ricevuto, a Venezia, il premio “Una vita per la musica”.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 18 giugno 2026
Giovedì 18 giugno prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “Pompei e gli strumenti chirurgici. La Casa del Chirurgo”, di Michele Di Gerio.
Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino, dialogherà con l’autore.
L'ingresso è gratuito.
Nella primavera del 1771, a Pompei, durante lo scavo di una ignota “domus”, vennero rinvenuti numerosi strumenti chirurgici. Pertanto, l’abitazione fu denominata “Casa del Chirurgo”. Il saggio di Michele Di Gerio è costituito dallo studio degli strumenti chirurgici recuperati e di altri che, forse, appartenevano all’abitazione, nonché da alcuni argomenti di natura diversa ma inerenti alle tematiche del libro. Per la realizzazione della monografia è stato necessario consultare: due inventari di Francesco La Vega del 1771, un inventario e un resoconto riportati nell’opera “Pompeianarum Antiquitatum Historia” e datati anch’essi 1771, produzioni di autori classici, monografie dei secoli XVI-XIX, sino ad altre più recenti, e ricerche di studiosi contemporanei.
L’autore, Michele Di Gerio, è laureato in Medicina Veterinaria e in Conservazione dei Beni Culturali, Indirizzo Archeologico. Conduce indagini sugli strumenti chirurgici rinvenuti a Ercolano e Pompei. Ha effettuato studi di archeozoologia per il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, per l’Institute of Archeology, University of Cologne, e per la Graduate School of Arts and Sciences, University of Tokio, Komaba. Le sue ricerche sono state pubblicate da: «Rivista di Studi Pompeiani», «KuBA» (Rivista di archeologia delle Università di Colonia e Bonn) e da altre riviste scientifiche. Relatore a congressi e seminari, tiene lezioni universitarie. Oltre a quello che si presenterà il 18 giugno prossimo, ha pubblicato quattro saggi: “La pesca nel Mediterraneo antico. I popoli, le specie acquatiche e l’economia” (2016), “Il cane nell’arte pompeiana” (2017), “Archeologia e animali. La narrazione degli autori antichi” (2019), “La pinza chirurgica di Pompei. Medicina e studi” (2022).
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“ GIORNATE EUROPEE DELL'ARCHEOLOGIA” - 13 giugno 2026
Mostra documentaria
Lo sviluppo dell’archeologia irpina attraverso le carte dell’Archivio Pescatori
Il Ministero della Cultura, con la Direzione generale Musei e la Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, ha aderito anche quest’anno alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA), in programma dal 12 al 14 giugno 2026. L’iniziativa è coordinata dall’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP - lnstitut national de recherches archéologiques préventives) sotto l’egida del Ministero della Cultura transalpino e con il patrocinio del Consiglio d’Europa.
Per l'occasione l'Archivio di Stato di Avellino ha allestito la mostra storico-documentaria dal titolo “Lo sviluppo dell’archeologia irpina attraverso le carte dell’Archivio Pescatori”, interamente dedicata alla figura di Salvatore Pescatori, realizzata in collaborazione con il Museo Irpino. L’esposizione è stata allestita con i documenti tratti dal fondo Pescatori, permanentemente conservato presso l'Archivio di Stato di Avellino, in seguito alla donazione effettuata nel 2014 dagli eredi Pescatori.
L’iniziativa approfondisce il profilo di Salvatore Pescatori (Bagnoli Irpino, 1881 - Avellino, 1973), illustre intellettuale, fine archeologo, umanista e instancabile studioso irpino, direttore dell'Archivio provinciale (poi Archivio di Stato) di Avellino, della Biblioteca provinciale di Avellino “Scipione e Giulio Capone” e dello stesso Museo Irpino.
La mostra sarà aperta al pubblico sabato 13 giugno, dalle ore 9:00 alle ore 13:00.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 11 giugno 2026
Giovedì 11 giugno prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “Eliseo Danza da Montefusco”, di Gerardo Figliolino.
L'ingresso è gratuito.
L’evento verrà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino.
Dialogheranno con l’autore: Francesco Barra, già Professore di Storia moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, e Maria Teresa Lepore, avvocato.
Modererà Raffaele Barbieri, poeta e operatore culturale.
In questo libro Gerardo Figliolino, medico di professione e storico per passione, raccoglie i frutti di una ricerca durata oltre vent’anni, guidata dal desiderio di sapere e dall’amore per il suo paese, Montefusco, un incantevole borgo in provincia di Avellino.
Il risultato è una biografia di Eliseo Danza, giureconsulto vissuto nella Montefusco del XVII secolo, ricca di informazioni e dettagli inediti, scritta con rigore e chiarezza.
Eliseo Danza, in passato solo menzionato da storici locali e citato in alcuni studi di materia giuridica, trova il giusto riscatto in quest’opera, che ne ricostruisce la vita, la famiglia e gli studi, dando eco a una memoria che, seppur silenziosa, ha sfidato secoli ed eventi.
Il pensiero di Eliseo Danza, riscoperto attraverso lo studio approfondito delle sue opere, appare così al lettore in tutta la sua sorprendente attualità.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 4 giugno 2026
Giovedì 4 giugno prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “Storia delle insorgenze controrivoluzionarie delle popolazioni italiche. 1787-1814”, di Massimo Viglione.
L'ingresso è gratuito.
Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino, dialogherà con l’autore.
Il libro di Massimo Viglione è una ricostruzione completa e fedele delle insorgenze avvenute nella Penisola in difesa della tradizionale “civiltà del Trono e dell’Altare”, contro l’esercito napoleonico e contro il giacobinismo indigeno.
Circa 300.000 italiani in armi, circa 100.000 morti, decine e decine di città insorte; chiese profanate, musei svuotati, popolazioni massacrate e vessate, intere città date alle fiamme, papi arrestati, sovrani costretti alla fuga, repubbliche filogiacobine abbattute dalla furia popolare; e poi: la spedizione del cardinale Ruffo alla riconquista del Regno di Napoli, quella degli aretini per la riconquista del Granducato, le “Pasque Veronesi”, la tragedia di Lugo di Romagna, i lazzari napoletani, i trasteverini romani, i tirolesi di Hofer, uomini come Fra Diavolo, Rodio, Nunziante, Pronio, Panedigrano o Brandaluccioni in Piemonte: sono tutti episodi e personaggi di una grande epopea storica.
Eppure - nota l’autore - la storia della Controrivoluzione italiana è ancora oggi per lo più ignota al grande pubblico, laddove la cognizione di questa epopea sarebbe oggi necessaria per chiunque volesse avere una conoscenza più profonda delle radici dell’Italia contemporanea, al fine di comprendere i problemi irrisolti che ancora oggi l’affliggono.
Massimo Viglione è ricercatore di ruolo dell’Istituto di Storia dell’Europa mediterranea del Consiglio Nazionale delle Ricerche, professore a contratto in Storia della Politica internazionale nell’età moderna presso la SSML/Istituto a Ordinamento universitario “San Domenico” di Roma/Polo territoriale “Unidolomiti” di Belluno, del cui comitato scientifico è componente, nonché co-fondatore e direttore editoriale delle Edizioni del Maniero del Mirto.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 28 maggio 2026
Giovedì 28 maggio prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “Una pandemia medievale. Regno di Napoli e Principato Ultra tra Peste Nera e Crisi del Trecento”, di Francesco Barra.
L'ingresso è gratuito.
L’evento verrà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino.
Dialogheranno con l’autore: Fiorenzo Iannino, docente di Materie letterarie, e Michele Sisto, docente di Scienze naturali.
Modererà il giornalista Gianluca Amatucci.
La Peste Nera del 1348 minacciò di travolgere la società dell’Europa tardo-medievale. L’urto della morte, anonima e di massa, di una enorme parte della popolazione provocò infatti un impatto antropologico e psicologico talmente sconvolgente da indurre la società verso un processo collettivo di atomizzazione individualistica.
Anche per il Mezzogiorno d’Italia fu quello un secolo dominato, a livello politico, dall’anarchia feudale e, a livello strutturale, da una crisi recessiva profondissima e radicale. Il Regno di Napoli sarebbe di fatto scomparso come autonomo e attivo fattore storico, discendendo a oggetto di conquista politica ed economica.
Fu proprio durante quel durissimo “secolo di ferro” che assunsero forme pressoché irrevocabili la subalternità e l’inferiorità, non solo politica quanto soprattutto produttiva ed economica, del Mezzogiorno rispetto all’Italia e all’Europa. Vennero così poste le premesse di quella che sarebbe divenuta la “Questione meridionale”.
Il volume di Francesco Barra, decano degli studi irpini, già Professore di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, analizza nello specifico la crisi nell’ambito di una provincia interna del Regno, il Principato Ultra, ricostruendone le vicende e le strutture sulla base di una vasta documentazione inedita.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 21 maggio 2026
Giovedì 21 maggio prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “Il compagno generale. Umberto Nobile, l’Unione Sovietica e il partito Comunista italiano”, di Maurizio Erto.
L'ingresso è gratuito.
L’evento verrà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino.
Interverranno: Antonio Ventre, Direttore del Museo “Umberto Nobile” di Lauro, e lo storico Paolo Speranza.
Sarà presente l’autore.
Nel maggio del 1928 Umberto Nobile (1885-1978), ingegnere e generale dell’Aeronautica, precipitò con il dirigibile Italia sulla banchisa del Mar Glaciale Artico, riuscendo con altri otto superstiti a sopravvivere per oltre quaranta giorni nella famosa “tenda rossa”. Accusato di gravi responsabilità nel disastro, dopo essersi dimesso dal grado, Nobile accettò la proposta di trasferirsi nell’Unione Sovietica di Stalin per sovrintendere a un ambizioso programma di sviluppo e costruzione di dirigibili. Durante il lungo soggiorno in Russia (1932-1936) fu testimone dei grandi cambiamenti prodotti dall’economia pianificata sulla giovane società sovietica, a cui dedicò alcuni scritti di memorie pubblicati nel dopoguerra, quando decise di candidarsi alla Costituente con il Partito Comunista di Togliatti. Di tali vicende la storiografia aeronautica si è interessata in modo marginale, limitandosi a trattare solo gli aspetti più strettamente collegati con la sua attività di ingegnere e progettista. Basandosi su fonti archivistiche e di stampa, in lingua italiana e russa, l’autore ricostruisce la biografia politica di Nobile: l’avvicinamento al socialismo democratico in età giovanile, l’amicizia con il leader socialista Filippo Turati, la svolta antifascista, l’esperienza parlamentare nel PCI tra il 1946 e il 1948. Un percorso intricato e controverso, che restituisce il ritratto inedito di una delle figure più singolari della storia dell’Aeronautica.
Maurizio Erto, Dottore di ricerca in Filologia classica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, insegna Lettere al Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Pozzuoli. È autore di articoli per la rivista «Bruniana & Campanelliana. Ricerche filosofiche e materiali storico-testuali», nonché di varie monografie, fra cui “Pozzuoli 1860-1863. Storie e controstorie del Risorgimento nei Campi Flegrei”, e “L’antifascismo a Pozzuoli e nell’area flegrea. Forme di dissenso politico e sociale durante il ventennio fascista”.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 14 maggio 2026
Giovedì 14 maggio prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “Lettere inedite di Ferdinando IV di Borbone a Maria Carolina (1796-1799)”, di Emilio Gin.
L'ingresso è gratuito.
Introdurrà Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino.
Dialogherà con l’autore Vincenzo Barra, ricercatore di Storia Moderna presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno.
Nel tumulto del Triennio Rivoluzionario (1796-1799), mentre il Regno di Napoli trema sotto l’eco della Rivoluzione francese, le lettere private di Ferdinando IV alla moglie Maria Carolina d’Asburgo-Lorena aprono una finestra straordinaria su un’epoca e due anime intrecciate dal destino.
Emilio Gin, professore di Storia Moderna presso il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno, ha pubblicato integralmente, per la prima volta, queste missive, corredandole di un ampio saggio introduttivo.
Le lettere rivelano, così, il volto autentico del più celebre sovrano borbonico: l’amante della caccia e degli svaghi, ma anche - sorprendentemente - un uomo attento, pragmatico, dedito agli interessi del suo regno con una lucidità insospettata. Tra confidenze intime, gusti culinari, abitudini quotidiane e il profondo legame con i figli, le corrispondenze inedite dipingono un ritratto sorprendente, che sfida la storiografia tradizionale e umanizza un monarca troppo spesso ridotto a caricatura.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 7 maggio 2026
Giovedì 7 maggio prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”. In tale occasione sarà presentato il libro “Sorella morte”, di Paolo Itri.
L’evento sarà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino.
Dialogherà con l'autore Rocco Romeo, giornalista e scrittore.
L’ingresso è libero.
Un avvincente romanzo ambientato nel borgo immaginario di Licunti racconta la storia della famiglia Prosperi, da secoli protagonista di importanti contributi alle scienze, alla medicina e all’arte. Nel 1980, Riccardo, ultimo discendente, torna alle proprie origini e decide di esplorare l’antica dimora di famiglia, ormai in rovina. Qui scopre inquietanti eventi risalenti al 1940, segnati da misteriose e tragiche morti che hanno segnato il destino del borgo. Attraverso documenti e testimonianze, il giovane svela segreti oscuri che mettono in discussione la versione ufficiale dei fatti. Tra mistero, memoria e verità nascoste, il romanzo conduce il lettore in un’indagine profonda e inquietante, dove il passato riaffiora con conseguenze imprevedibili.
Paolo Itri è nato nel 1965 a Napoli, dove attualmente vive. Entrato in magistratura nel 1991, dal 2002 al 2011 ha fatto parte della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, occupandosi di importanti indagini sulla camorra napoletana e sulle stragi della Cosa Nostra siciliana. Tra il giugno 2011 e il novembre 2015 è stato ispettore generale del ministero della Giustizia. Nel 2019 ha pubblicato per Edizioni Piemme Il Monolite. Storie di camorra di un giudice antimafia. Nel 2023 è stato nominato sostituto procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e presidente di sezione della Corte di giustizia tributaria di Napoli
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 30 aprile 2026
Giovedì 30 aprile prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “I guerrieri normanni di Melfi. Le origini del regno di Sicilia (marzo - settembre 1041)”, di Edoardo Spagnuolo.
Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino, dialogherà con l’autore.
L'ingresso è gratuito.
Edoardo Spagnuolo, docente, saggista e storico irpino, si sofferma sugli avvenimenti accaduti in soli cinque mesi del 1041 nel circondario di Melfi: qui, infatti, dagli inizi di marzo agli inizi del successivo mese di settembre di quell’anno, avvennero fatti di eccezionale rilevanza, che avrebbero inciso in maniera radicale sulla storia della città e, più in generale, sul corso storico del Mezzogiorno d’Italia.
In un brevissimo arco di tempo, poche centinaia di cavalieri, affiancati da altrettanti “pedites”, sconfissero ripetutamente eserciti costituiti da migliaia di soldati, confermando ancora una volta la fama di grandissimi combattenti di cui i Normanni godevano in tutto l’Occidente.
Spagnuolo, nella sua monografia, rievoca questa impresa memorabile, che condusse alla fondazione della contea di Puglia, con capitale - appunto Melfi. Fu l’inizio di un processo storico che un secolo dopo avrebbe condotto all’unificazione politica dell’intero territorio del Sud Italia (con esclusione di Benevento), ovvero alla creazione del regno di Sicilia, con capitale Palermo.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 23 aprile 2026
Giovedì 23 aprile, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”. In tale occasione sarà presentato il volume «La mala noche que pasé». Agenti e pratica diplomatica in tempo di crisi. La Spagna di Carlo III e il regno di Napoli tra conflitto e resistenza 1780-1788, di Vincenzo Barra.
L’evento sarà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino.
Dialogherà con l’autore Emilio Gin, professore di Storia Moderna presso il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.
L’ingresso è libero.
Il volume intende ricostruire l’attività esercitata dalla diplomazia di Carlo III nel regno di Napoli negli anni Ottanta del XVIII secolo, in bilico tra conflitto e resistenza. Infatti, dietro il convinto impulso della regina Maria Carolina, si stava attuando un cambio di alleanza teso a orientare Napoli verso l’Austria e a porre fine alla protezione e al condizionamento della Spagna. Attraverso la documentazione diplomatica, si ripercorrono le vicende che videro protagonisti due ambasciatori spagnoli a Napoli. La prima parte del volume prende in esame la fallimentare ambasciata di Herrería e il tentativo di mediazione del cardinale de Bernis. La seconda parte si focalizza, attraverso l’ambasciata di Casas, sullo smantellamento violento della rete aristocratica, militare, amministrativa e burocratica spagnola operante a Napoli.
L’autore, Vincenzo Barra, è ricercatore di Storia Moderna presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione (DISUFF) dell’Università degli Studi di Salerno. Dottore di ricerca in Italia e in Spagna, è membro del gruppo di ricerca internazionale Culturas urbanas y resistencias en la Edad Moderna: actores v espacios, dell’Università di Santiago de Compostela. Si interessa della storia delle élite e dei processi di formazione delle classi dirigenti nell’Europa mediterranea in età moderna. La sua linea di ricerca include anche lo studio di come la vita quotidiana sia stata “archiviata” e documentata negli egodocuments.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 9 aprile 2026
Giovedì 9 aprile prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “Viaggio nella memoria persa del Regno delle Due Sicilie. La storia, i fatti, i fattarielli”, di Nicola Forte.
L’evento verrà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino.
Interverranno: Vincenzo D’Amico, editore, e Vincenzo Martongelli, giornalista e scrittore.
Sarà presente l’autore.
È legittimo “giocare” con la Storia? Sì, se è chiaro in partenza che si tratta di un gioco, e se non si ha la pretesa di atteggiarsi a storico. Nicola Forte, in “Viaggio nella memoria persa del Regno delle Due Sicilie”, non intende fare Storia con la maiuscola, né tantomeno accreditarsi come ricercatore professionista. Il suo intento ludico è chiaro sin dall’inizio: L’autore immagina sé stesso nelle vesti di “Capitan Nicola”, ufficiale di incrollabile fedeltà borbonica, testimone in prima persona delle vicende del Regno delle Due Sicilie.
Con occhio appassionato, un po’ ingenuo e nostalgico, “Capitan Nicola” racconta aneddoti, “fatti e fattarielli” del Regno dei Borbone, dal capostipite Carlo fino a Francesco II, magnificandone a dismisura i pregi, veri o presunti, e omettendone o giustificandone i difetti.
Un “difesa elogiativa”, insomma, che fa del lavoro di Nicola Forte una piacevole opera di intrattenimento, non priva di minute e sorprendenti notizie su un passato ormai lontano, ma ancora presente nella memoria e nella pubblicistica contemporanea.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 26 marzo 2026
Giovedì 26 marzo prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “La Sindone e i Savoia”, di Bruno Pamfili.
L’evento verrà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino, e da Fiorentino Vecchiarelli, Presidente dell’Accademia dei Dogliosi.
Interverrà Teresa Colamarco, paleografa, diplomatista e storica.
Modererà l’incontro il giornalista Gianluca Amatucci.
Sarà presente l’autore.
Il libro illustra le vicende della Sindone di Torino e il contesto nel quale la storia narrata è iniziata e si è sviluppata. Nel 1453 la contessa di Lirey si presentò a Ginevra, dove si teneva la corte dei Savoia, con un oggetto della cui proprietà e genesi non poteva produrre documentazione certa, ma che già aveva attirato l’attenzione di folle di pellegrini - i quali l’avevano identificata con il sudario che aveva avvolto Gesù nella tomba - nonché gli anatemi di due vescovi e di un papa. Il duca Ludovico e la moglie Anna Lusignano, in violazione delle leggi canoniche, comprarono il lenzuolo per l’enorme prestigio che ciò avrebbe portato alla Casata. Da quel momento, per più di 500 anni, la Sindone di Torino avrebbe seguito le vicende - ora felici, ora tragiche - del ducato di Savoia, fino a quando essa, per lascito testamentario, venne ceduta alla Santa Sede dall’ultimo re d’Italia, Umberto II.
L’autore, Bruno Pamfili, è nato a Trieste da un’antica famiglia nobile trasferitasi in quella città nel XVIII secolo. Laureato in scienze biologiche e in scienze storiche, è entrato nei Servizi Tecnici dell’Esercito. Successivamente ha diretto vari Stabilimenti Militari di produzione e ricerca. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche apparse anche su prestigiose riviste internazionali, molte delle quali sono di natura riservata. Insegnante di materie scientifiche (specie fisiologia umana) in corsi post-laurea dell’Esercito è stato anche assistente alla cattedra di Tecniche Fisiologiche dell’Università di Trieste e collaboratore all’Istituto Superiore di Sanità di Roma. Ha pubblicato opere di natura storica, fra le quali le monografie sul Castello di Carlo V a Capua e sull’assedio di Torino del 1706. Ha alle stampe il volume “La Sindone di Torino tra storia, leggende e... pie illusioni”.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 5 marzo 2026
Giovedì 5 marzo prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “L’abitazione degli uomini è la terra. Le Memorie Storiche Topografiche e la cartografia del Principato Ultra in un manoscritto inedito di Marciano Di Leo”, di Michele Sisto.
L’evento verrà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino.
Interverranno: Carmine Ciullo, Sindaco di Frigento, Franco Di Cecilia, Consigliere provinciale, e Pierluigi De Felice, Professore di Geografia, Geografia del turismo e Marketing del territorio presso l’Università degli Studi di Salerno.
Modererà l’incontro il giornalista Gianluca Amatucci.
Sarà presente l’autore.
Le “Memorie Storiche Topografiche della Provincia di Principato Ulteriore del Regno di Napoli” sono conservate in forma manoscritta presso l’Archivio di Stato di Napoli, nel fondo “Ministero degli affari Interni”. Redatta nel 1816 da Marciano Di Leo, arciprete della Cattedrale di Frigento, quest’opera - dedicata al principe Leopoldo di Borbone - offre una visione dettagliata dell’Irpinia antica e moderna. Di Leo, interprete della cultura illuminista, fedele ai Borbone nel 1799, ma convinto partecipe del riformismo del Decennio francese, descrive con rigore scientifico la geografia, la storia e le trasformazioni socioeconomiche della sua terra natia, arricchendo la trattazione con oltre sessanta carte topografiche.
La grande modernità dello studio del Di Leo si evidenzia nell’impostazione della sua analisi, che risente, sì, di un vago sapore di determinismo geografico, ma trascende quest’aspetto, facendo del colto arciprete un antesignano dello studio delle forme della superficie terrestre e della geografia umana.
Michele Sisto, geologo, cultore di Geografia Fisica e Geomorfologia presso l’Università degli Studi del Sannio, nonché membro dei Comitati Scientifici della Fondazione Sistema Irpinia e del Progetto Appia Antica, ha trascritto con cura il manoscritto in ogni suo dettaglio, permettendoci di riscoprire un’opera che va oltre la semplice cartografia, abbracciando una visione del paesaggio come teatro della vita umana.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 19 febbraio 2026
Giovedì 19 febbraio prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro “È normale che…”, di Rino Cillo.
L’evento verrà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino. Dialogheranno con l’autore: Rosa Bianco, giornalista e critica letteraria, e Rossella Napoli, docente di Lettere. Gli intermezzi musicali saranno curati dai Maestri Mayumi Ueda e Carmine Marrone.
L’ingresso è libero.
Nelle intenzioni dell’autore, funzionario di Polizia prestato alla scrittura, “È normale che…” non vuole essere un romanzo storico, ma un libro “non convenzionale”, a cominciare dal titolo. Rino Cillo raccoglie, senza seguire un ordine cronologico, “elucubrazioni sincere”: piccoli, semplici racconti inventati quando era ragazzo, sensazioni e storie collegate a fatti rilevanti della sua esistenza o di quella di familiari e conoscenti, riflessioni spontanee. Nella quarta e ultima parte sono riportati anche i resoconti, gustosamente ironici ma veri, dei viaggi compiuti con parenti e amici a Londra, a Madrid e a Parigi.
Nella “Prefazione”, Rino Cillo protesta di non essere uno scrittore professionista e dichiara di aver usato, nella sua narrazione, uno stile semplice ed elementare. Eppure, è proprio questo andamento, così fluido e leggero, a dare corpo e suggestione alla prosa di “È normale che…”: il lettore, riconoscendosi nei fatti narrati, di volta in volta si sorprende a commuoversi e a sorridere, così come l’autore confessa di aver fatto mentre batteva sui tasti.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 12 febbraio 2026
Giovedì 12 febbraio prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro Porto Vecchio, di Eleonora Davide.
L’evento sarà introdotto da Ersilia Basile, funzionaria archivista dell’Archivio di Stato di Avellino.
Dialogheranno con l’autrice Giovanna della Bella, editor del romanzo, e il giornalista Angelo Damiano. Modera il giornalista Gianluca Amatucci. Letture e intermezzi musicali a cura di Paolo De Vito.
L’ingresso è libero.
Porto Vecchio è un romanzo storico che inizia nel momento in cui la narratrice conosce il fotografo triestino Italo Radović, novantasettenne. Dal loro incontro nasce una lunga intervista, nel corso della quale Radović ripercorre la sua vita, in particolare i momenti più significativi e più tragici legati alle vicende del confine orientale d’Italia. Nella seconda parte del romanzo, che si svolge dopo la morte dell’intervistato, la narratrice diventa protagonista di un’indagine che naviga a vista fra suicidi sospetti, silenzi, bugie e segreti di Stato inconfessabili.
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“ GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 5 febbraio 2026
Giovedì 5 febbraio prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il libro Stefania Filo Speziale. Conversazione con un’ombra di luce, di Rocco Romeo.
L’evento sarà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino.
Dialogheranno con l’autore Gianni Colucci, Presidente del Circolo della Stampa di Avellino, e Marialuisa Squitieri, funzionaria archivista dell’Archivio di Stato di Avellino.
L’ingresso è libero.
Stefania Filo Speziale (1905-1988) fu un’architetta, presenza discreta ma decisiva, voce rimasta a lungo sommersa dalla grande narrazione dell’architettura del Novecento. A lei si devono oltre centocinquanta edifici, dai cui progetti emergono la misura del tratto, la fedeltà a una visione sobria e funzionale, il legame vivo con la città di Napoli, e soprattutto una capacità rara di costruire luoghi che respirano, che accolgono, che non impongono.
Fra le tante sue realizzazioni si ricordano: il Palazzo Della Morte a Corso Vittorio Emanuele (1951-57), il Grattacielo della Società Cattolica Assicurazione (1954-58), le palazzine in via Nevio (1954-1958), il condominio di Parco Grifeo (1955-59).
Rocco Romeo, architetto e docente calabrese, evoca suggestivamente la figura e l’opera della Filo Speziale attraverso uno scritto a metà strada fra saggio e racconto, fra ricostruzione critica e gioco narrativo, mediante un’intervista “impossibile” che restituisce non solo l’architetta, ma anche la donna, la docente universitaria, la cittadina, l’amica, l’osservatrice acuta dei mutamenti di Napoli.
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“ GIORNO DELLA MEMORIA” - 27 gennaio 2026
In occasione del “Giorno della Memoria”, l’Archivio di Stato di Avellino allestirà una mostra documentaria dal titolo “Il controscritto ebreo...”. Storie di internati in Irpinia, presso la propria sede in via Giuseppe Verdi 17 (Carcere Borbonico).
La documentazione sarà tratta dal fondo archivistico Internamento civile in Irpinia, che comprende oltre 170 fascicoli personali di internati di varie nazionalità, molti dei quali, per l’appunto, ebrei.
Uomini e donne, italiani e stranieri, furono confinati, a seguito delle leggi razziali, nella provincia di Avellino, o fatti prigionieri nei campi di concentramento di Solofra, Monteforte Irpino e Ariano Irpino.
Con questa iniziativa si intende restituire dignità e voce a quanti furono privati della libertà personale per la sola colpa di essere ebrei. I documenti conservati nel fondo Internamento civile in Irpinia costituiscono infatti un’immediata e diretta testimonianza delle difficili condizioni di vita dei confinati e dei prigionieri: si tratta di lettere inviate dagli internati alla Questura di Avellino per chiedere il permesso di consultare dei medici, domandare autorizzazioni a tenere corrispondenza con i familiari o a sposarsi con rito ebraico, rivendicare la propria fedeltà alla Patria.
La mostra sarà visitabile dal 27 gennaio al 31 maggio 2026 negli orari di apertura dell’Archivio di Stato di Avellino (dal lunedì al venerdì, ore 8:00-19:00).
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“ I GIOVEDI' DELLA LETTURA” - 15 gennaio 2026
Giovedì 15 gennaio prossimo, alle ore 16:30, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”.
In tale occasione si presenterà il romanzo "Anita e Nora due donne in fuga. Da Wagna a Trieste", di Gaetana Aufiero.
L’evento sarà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino.
Dialogheranno con l’autrice Raffaele Barbieri, poeta e operatore culturale, e Fiorentino Alaia, già direttore dell’Archivio di Stato di Benevento.
Nell’Europa sconvolta dalla Grande Guerra e dall’esplosione di nuovi nazionalismi si svolge la drammatica epopea di due donne in fuga dal cuore dell’Impero austro-ungarico verso il litorale adriatico: Anita, un’affascinante cantante del Lirico di Trieste, che ha sacrificato la sua carriera per seguire l’uomo di cui si è innamorata, un irredentista, e Nora, una ragazzina slava deportata con sua madre, poi scomparsa durante il viaggio.
Le protagoniste si incontrano nel campo di Wagna, in Austria, dove vengono internate; fra loro nasce un profondo legame di amicizia, rafforzato dal lavoro fatto insieme nel campo con i piccoli prigionieri. Separate dagli eventi, in una terra sempre più dilaniata da odi e contrasti etnici, Anita e Nora si cercheranno per anni: alla fine si ritroveranno e scopriranno che, al di là delle barriere della storia, l’affetto reciproco è rimasto intatto.
Ultimo aggiornamento: 28/09/2026
